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Anicio Olibrio
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mwcgFlavio Anicio Olibrio (latino: Flavius Anicius Olybrius; Roma, ... – 22 ottobre o 2 novembre 472) è stato imperatore dell'Impero romano d'Occidente, da aprile o maggio del 472 fino alla sua morte, per volere del generale romano di origine barbara Ricimero.
Olibrio è considerato un chiaro esempio di un imperatore che in realtà non regnò: furono Ricimero e suo nipote mwdqGundobado a regnare al suo posto, mentre lui era probabilmente interessato alla religione.
Contents
• Origini
• Regno
• Note
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Biografia
Origini
Nativo di mwegRoma, Anicio Olibrio era membro dell'antica e potente mwewmwfagens Anicia, di origini italiche.
Secondo una ipotesi largamente accettata,cite-ref-drinkwater-119-1-1[1] era il nipote del console mwggFlavio Anicio Ermogeniano Olibrio, la cui moglie e cugina era Anicia Giuliana, stesso nome che Anicio Olibrio diede alla mwgwpropria figlia. Secondo altri, si tratta di una coincidenza, in quanto il nome «Giuliano» e suoi derivati erano molto diffusi nella mwhagens Anicia; inoltre Ermogeniano avrebbe avuto solo una figlia, che pare abbia preso i voti di castità: Olibrio sarebbe allora, secondo alcuni indizi, il figlio di mwhqPetronio Massimo.
Nel mwhw454 Olibrio sposò mwiaPlacidia, figlia minore dell'imperatore mwiqValentiniano III e di mwigLicinia Eudossia: questo matrimonio con un membro della famiglia imperiale servì a legare Olibrio, un esponente dell'aristocrazia senatoriale, direttamente alla mwiwcasata di Teodosio.cite-ref-2[2]
Genserico
Nel mwkg455 mwkwValentiniano III fu assassinato, probabilmente su istigazione del patrizio mwlaPetronio Massimo, che gli succedette al trono. Petronio, importante funzionario imperiale e originario di una famiglia di mwlqrango senatoriale, sposò la vedova di Valentiniano mwlgLicinia Eudossia e fece sposare al proprio figlio mwlwPalladio (proclamato mwmaCesare) mwmqEudocia, figlia di Valentiniano ed Eudossia. Secondo l'ipotesi che Petronio fosse il padre di Anicio Olibrio, il matrimonio di Olibrio e mwmgPlacidia sarebbe avvenuto in questo anno — tra il 17 aprile, data della presa di potere da parte di Petronio, e il 31 maggio data della sua morte — e costituirebbe un ulteriore tassello nella politica matrimoniale di Petronio.cite-ref-drinkwater-119-1-2[1]
I mwoaVandali di mwoqGenserico approfittarono della confusione e della debolezza dell'apparato imperiale per recarsi in mwogItalia e mwowsaccheggiare l'antica capitale dell'Impero. Prima di tornare al loro regno africano, i Vandali presero in ostaggio Licinia Eudossia e le sue due figlie, Eudocia e la stessa Placidia: lo storico bizantino mwpaGiovanni Malalas racconta come all'epoca Olibrio fosse a mwpqCostantinopoli.
Durante la sua permanenza nella capitale d'Oriente, Olibrio espresse il suo interesse per le questioni religiose: è infatti testimoniata la sua visita a mwpwDaniele lo Stilita, il quale profetizzò la liberazione di Licinia Eudossia. Nel mwqa461 la profezia di Daniele si verificò. Alla morte dell'imperatore mwqqMaggioriano, il trono d'Occidente era vacante. Genserico, il cui figlio mwqgUnerico aveva sposato la sorella maggiore di Placidia, Eudocia, reclamò l'Impero d'Occidente per Olibrio, allo scopo di avere un proprio parente sul trono. Liberò dunque Licinia Eudossia e Placidia, ma non smise di attaccare l'Italia, in modo da sostenere la propria richiesta con la pressione militare. Le richieste di Genserico non furono accolte, in quanto mwqwLibio Severo fu posto sul trono d'Occidente per volere del mwramagister militum (ed effettivo detentore del potere) mwrqRicimero; Placidia raggiunse Olibrio a Costantinopoli, dove un anno dopo, nel mwrg462, gli diede una figlia, mwrwAnicia Giuliana.
Ancora nel mwsq465, in occasione della morte di Libio Severo, Genserico sostenne la candidatura di Olibrio, ma anche questa volta le sue speranze andarono deluse con l'ascesa al trono del candidato d'Oriente, mwsgAntemio. Tra i due episodi, Olibrio tenne il mwswconsolato per l'anno mwta464, scelto come console dalla corte orientale.
Regno
Le fonti concordano sul fatto che Olibrio fu posto sul trono imperiale dal mwtwmwuamagister militum dell'Occidente, il barbaro mwuqRicimero, in opposizione al legittimo imperatore Antemio, ma esistono due versioni della nomina, che contrastano per tempi e modalità.
Secondo una prima versione, nel mwuw472 Olibrio fu inviato in mwvaItalia dall'imperatore mwvqLeone I per mediare tra Antemio e il suo genero e mwvgmagister militum Ricimero, in lotta per detenere il potere effettivo sull'impero; il mandato di Leone a Olibrio era quello di proseguire per l'Africa, per la corte di Genserico, per stipulare una pace tra i Vandali e l'Impero d'Oriente. Leone però temeva un'alleanza tra Genserico e Olibrio, così, dopo che Olibrio fu partito, inviò a mwvwRoma un messaggero con delle lettere per Antemio, suggerendogli di far assassinare Ricimero e Olibrio. Accadde però che Ricimero avesse organizzato un posto di blocco ad mwwaOstia, in cui incappò il messaggero di Leone lì sbarcato: venuto in possesso della lettera di Leone ad Antemio, Ricimero fece assassinare Antemio (11 luglio), che si era rifugiato nella mwwqbasilica di San Pietro in Vaticano, e mise sul trono al suo posto Olibrio,cite-ref-3[3] che era un ottimo candidato alla mwxgporpora imperiale in quanto era un esponente dell'aristocrazia senatoriale romana e imparentato con mwxwTeodosio I (in effetti, a causa del suo matrimonio con Placidia, può essere considerato l'ultimo membro della mwyacasata di Teodosio).
Una seconda versione vuole che l'elezione di Olibrio sia avvenuta diversi mesi prima della morte di Antemio, nell'aprile o nel maggio del 472. Secondo questa versione, Ricimero avrebbe attaccato direttamente Antemio, assediandolo in Roma e proclamando imperatore Olibrio; dopo cinque mesi di assedio, i collaboratori di Antemio l'avrebbero abbandonato, e l'imperatore fu obbligato a nascondersi tra i supplicanti di mwygsan Crisogono, a mwywSanta Maria in Cosmedin, ma qui fu ucciso dal nipote di Ricimero.cite-ref-4[4]
Il regno di Olibrio fu breve, e privo di eventi significativi. Ricimero morì poco dopo Antemio, il 9 o il 19 agosto, e al suo posto Olibrio nominò mwbqmagister militum il nipote mwbgGundobado, accusato di essere l'assassino di Antemio. Non si sa nulla delle politiche di Olibrio, ma si può intuire che fosse un uomo religioso, e che il suo regno sia stato caratterizzato da atti coerenti con questa visione. Un indizio importante è l'emissione di monete d'oro con una croce e la nuova legenda a carattere religioso mwbwSALVS MVNDI («Salvezza del Mondo») invece della consueta mwcaSALVS REIPVBLICAE («Salvezza dello Stato»).
Olibrio e la figlia Giuliana avevano un palazzo a Costantinopoli, nella decima regione, a un'estremità della Mesa, la strada principale, lungo la mwfqCostantinianae; a fianco di esso Giuliana costruì la mwfgbasilica di San Polieucto. Olibrio, cui era intitolato il palazzo, si premurò anche di restaurare le decorazioni della chiesa di Sant'Eufemia a Calcedonia: la chiesa era famosa per essere stata scelta dalla sorella di mwgaTeodosio II, mwgqPulcheria, come sede del mwggquarto concilio ecumenico del mwgw451; la scelta ribadiva la connessione di Olibrio, un senatore romano, con la casata di Teodosio.cite-ref-7[7]
Note
cite-note-drinkwater-119-11. Drinkwater, pp. 119—120.
cite-note-22. ↑ Mathisen.
cite-note-33. ↑ mwmaGiovanni Malalas, mwmqChronicon, 373–375.
cite-note-44. ↑ mwnqGiovanni di Antiochia, frammento 209.1-2; mwngmwnwFasti vindobonenses priores, n. 606, mwoasub anno 472; mwoqCassiodoro, mwogsub anno 472.
cite-note-55. ↑ mwpgmwpwFasti vindobonenses priores, n.609: «et defunctus est imp. Olybrius Romae X kl. Novemb.»
cite-note-66. ↑ mwqwmwraPaschale campanum: «et Olybrius moritur IIII non. Novemb.»
cite-note-77. ↑ Necipoğlu, Nevra, mwsaByzantine Constantinople: monuments, topography and everyday life, Brill Academic Publishers, ISBN 90-04-11625-7, pp. 58-60.
Bibliografia
• Drinkwater, John, e Hugh Elton, mwtqFifth-Century Gaul: A Crisis of Identity?, Cambridge University Press, 1992, ISBN 0-521-52933-6.
• Mathisen, Ralph W., mwua"Anicius Olybrius", mwuqDe Imperatoribus Romanis
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itOlìbrio, Anicio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiovanni Battista Picotti, OLIBRIO, Anicio, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
• citerefsapere-itOlìbrio, Anìcio, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Olybrius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.